mercoledì 1 marzo 2017

Recensione:La figlia del mercante di seta di Dinah Jefferies

Il punto forte di questo romanzo è la grande capacità descrittiva dell'autrice. Durante la lettura vi sembrerà di essere lì con la protagonista, di sentire gli odori, ascoltare le voci e vedere con i vostri occhi le brutture della guerra. Ora ve ne parlo più in dettaglio.


Trama.
1952, Indocina francese. Dalla morte della madre, Nicole, diciottenne franco-vietnamita, è vissuta all’ombra della bella sorella maggiore, Sylvie. Quando Sylvie prende le redini degli affari di famiglia, che ruotano intorno al commercio della seta, a Nicole non resta che accontentarsi della gestione di un vecchio negozio, nel quartiere vietnamita di Hanoi. La zona, tuttavia, pullula di militanti ribelli pronti a tutto per porre fine alla dominazione francese, persino a tradire i loro cari. In questo clima sempre più teso Nicole scopre la corruzione su cui si regge il sistema coloniale e si rende conto con sgomento che anche la sua famiglia è coinvolta… Nel frattempo, la ragazza conosce Trân, un ribelle vietnamita, e, nonostante sia innamorata di Mark, un affascinante imprenditore americano che incarna alla perfezione l’uomo dei suoi sogni, le sembra finalmente di intravedere una via di fuga da una vita che non ha scelto e da una cultura a cui non sente di appartenere. In un Paese dilaniato dai contrasti, è difficile per Nicole fare la scelta giusta, capire di chi fidarsi…
La figlia del mercante di seta è un romanzo affascinante sulla rivalità tra sorelle, sull’amore che sfida la sorte, sui segreti da tenere nascosti, a cui fa da sfondo un Vietnam incantevole nell’età del colonialismo.

La mia opinione.
La protagonista è la giovane Nicole. Nicole non è una ragazza felice, sua madre è morta nel darla alla luce e sente su di sé gli sguardi accusatori del padre e della sorella Sylvie, che il padre preferisce a lei tanto da decidere di darle le redini del commercio di famiglia. A peggiorare la situazione in cui vive Nicole, ci sarà la guerra tra Vietnamiti e Francesi, che la metterà di fronte ad un contrasto interiore che ha vissuto fin da piccola, ossia decidere da che parte stare, chi essere davvero. Una vietnamita come la sua defunta madre o una francese come suo padre? 
Quando entrerà in contatto con alcuni vietnamiti come Trân, loro gli mostreranno un lato del Vietnam che non conosceva, un Vietnam che soffre sotto il giogo francese, Ma la loro vicinanza la metterà in pericolo e infatti sarà ritenuta una traditrice della Francia anche dalla sua famiglia.
"Aveva sempre sperato che un giorno suo padre e sua sorella l'avrebbero amata tanto quanto lei amava loro. In quel momento abbandonò definitivamente quella speranza. Il suo mondo francese stava scivolando via, aveva vissuto in mezzo a loro ma non era una di loro e non era più necessario che rimanesse intrappolata in quel mondo."
Così deciderà di fuggire con Trân ma imparerà a sue spese che in tempo di guerra nessuno ha pietà, nessuno ha dei limiti. Nicole dovrà superare molte difficoltà basandosi solo sulle sue forze, ma in questo scenario terribile riuscirà a trovare l'amore e a creare una propria famiglia.
Sebbene Nicole sia la protagonista assoluta, in alcune occasioni l'ho trovata troppo ingenua e melodrammatica ma rimane comunque una lettura piacevole.

2 commenti:

  1. Ero molto curiosa di leggere un'opinione su questo romanzo!Credo lo aggiungerò alla mia wishlist *-*

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    1. È molto bello. L'unico lato negativo, ma parlo per me,è che in alcune occasioni ho trovato la protagonista insopportabile. Poi fammi sapere cosa ne pensi tu. Un bacio.

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