martedì 7 novembre 2017

Recensione: Il segreto di Mirta di Silvia Lorusso Del Linz

Siete pronti ad una lettura coinvolgente e misteriosa? Questo è il libro che fa per voi!


Trama.
Roma 1751.

Elena, Sacerdotessa dell’Ordine della Dea Demetra, sta per essere condotta in carcere per volere della Santa Inquisizione. La donna, conoscendo in anticipol’amara sorte che l’attende, scrive a sua figlia Mirta una lettera, testamento d’amore e di verità. La vita della piccola, ignara erede dei Misteri di Eleusi, viene così affidata ad Antonia. Nonna e nipote fuggono lontano dalla scure del Sant’Uffizio e arrivano a Napoli. Nel caos allegro della Napoli settecentesca, trovano rifugio a San Biagio dei Librai, presso un amico di famiglia, collezionista di volumi antichi e stampatore. La storia di Mirta, una bambina diversa da tutte le altre perché avvolta da poteri occulti, s’intreccia con quella di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo. Epigono della tradizione alchemica, Gran Maestro della Massoneria Napoletana, il Principe si dedica alle più ardite sperimentazioni scientifiche e magiche, grazie anche alle reliquie esoteriche trafugate all’Ordine con un inganno ordito alle spalle di Elena durante un suggestivo rito arcano celebrato in un’antica villa romana. In un vortice crescente di sospetti, di misteri e di emozioni arriva per Mirta il momento delicato del primo amore ma anche quello sconvolgente della rivelazione sulla sua nascita che porterà a delle conseguenze inimmaginabili. Si è trasportati in un’atmosfera millenaria, e sedotti dal potere femminile pagano, che emerge con tutta la sua forza misteriosa e perentoria.

Romanzo avvincente e intrigante, Il Segreto di Mirta unisce il brio inventivo alla cura minuziosa della documentazione storica, miscelati con rara maestria.

La mia opinione.
Il romanzo “Il segreto di Mirta” può sembrare apparentemente la storia di una bambina che cresce orfana,senza conoscere la vera identità del padre, costretta a nascondersi dagli Inquisitori per non finire uccisa come sua madre ma sotto la superficie nasconde molto di più e vi conquisterà.

Magia, mistero, inganni e tradimenti si mescoleranno immergendo il lettore in una Napoli settecentesca.

Il romanzo si snoda intrecciando episodi del passato, come quando Elena, sacerdotessa dell’Ordine di Demetra, accoglie fra le fila di accoliti e simpatizzanti al culto che presiede il principe Raimondo Di Sangro; e il presente, dove troviamo la piccola Mirta fuggita a Napoli in cerca di riparo insieme alla nonna Antonia.

Nella Napoli barocca l’autrice ci riporta all' atmosfera settecentesca, con i fasti e gli edifici che hanno reso grande la città partenopea in quel periodo, tra logge massoniche ed esperimenti alchemici, di cui Maestro e figura di assoluto rilievo è il principe Raimondo Di Sangro. 

Le protagoniste assolute di questo romanzo sono le donne. Sono loro infatti, Elena e poi Mirta, a conoscere i segreti e i poteri dell’ordine pagano di cui fanno parte e ad esserne a capo; è la nonna Antonia personaggio forte e volitivo, a proteggere Mirta e a tessere la trappola contro i nemici dell’Ordine. Donne, quelle che ci presenta Silvia Lorusso Del Linz, forti, coraggiose ma che in quel periodo venivano viste come streghe, demoni da punire, da eliminare. L’autrice ci apre una finestra sul mondo femminile in un’epoca dove per le donne mostrare di avere capacità e intelligenza poteva essere mortalmente pericoloso e dove anzi la Donna veniva posta al secondo piano e accompagnata anche nelle mansioni più semplici, da un uomo il cosiddetto “cicisbeo”:
“Mirta immaginò un ipotetico damerino che le stava appresso ciarlando del più e del meno, mentre lei con un libro sulle ginocchia tentava di capire quello che stava leggendo. Inorridì al solo pensiero. Stava bene da sola, si sentiva libera. Poteva scegliere come impiegare il suo tempo e la sua testa.”

Ma c’è anche un'altra donna forte in questo romanzo: Demetra la Dea a cui l’Ordine è fedele, la Dea sorella di Zeus, potente, una sua pari che combatterà con tutte le sue forze e a qualsiasi prezzo pur di rivedere la figlia Persefone, rapita e portata negli Inferi da Ade. La stessa Demetra ci ricorda Antonia che non avrà pace finché non riuscirà a vendicare la morte dell’adorata figlia.


Silvia Lorusso con grande maestria riuscirà a ricostruire perfettamente quel preciso periodo storico ma anche il mondo sotterraneo, fatto di riti pagani, stregoneria, ingredienti alchemici. Il suo modo di narrare è coinvolgente, il lettore si ritroverà completamente immerso nella storia, desideroso di scoprire di più, di venire a capo dei vari complotti e arriverà alla conclusione del romanzo senza accorgersene.

2 commenti:

  1. Ringrazio Erika per la bella e attenta recensione al mio romanzo, bravissima :)

    RispondiElimina
  2. grande blogger sempre attenta e chiarissima

    RispondiElimina