mercoledì 26 aprile 2017

Recensione: Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano

Questo libro, non è un semplice romanzo, ogni pagina, ogni riga è pura poesia. Non lo si può semplicemente leggere, ma vivere.


Trama.
Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A 17 anni nasconde la sua bellezza sotto vestiti ingombranti e a scuola si sente un'estranea. A lei non interessano le mode e le feste. Ha invece una passione speciale di cui non ha mai parlato con nessuno: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo. Fino a quando una notte, in fuga dall'ennesima lite dei suoi genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia per la prima volta sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Un bar chiuso diventa il luogo speciale dei loro incontri sempre più intensi. L'amore scoppia senza preavviso. Ma Lo un giorno scompare. Gioia è l'unica a poter capire gli indizi che lui ha lasciato, eppure per seguirli deve fare una scelta. Deve imparare che il verbo amare racchiude mille e mille significati diversi.

La mia opinione.
Che mi sia piaciuto lo si capisce solo sfogliandone le pagine. Pagine e pagine sottolineate. Sì, perché questo romanzo mi ha dato tanto, mi ha fatto scoprire parole bellissime di cui non conoscevo l'esistenza e mi ha parlato di temi come l'amore in un modo nuovo, in un modo che ho amato. Gioia è una ragazza particolare che per sfuggire al degrado che è la sua vita utilizza la fantasia. Ed è proprio per Questo, per la sua fantasia sfrenata, che ad un certo punto della lettura ci ritroveremo a dubitare di lei, a credere che Lo ed il loro amore sia solo frutto dell'immaginazione. Ma è così? Beh per saperlo dovete leggere anche voi questo romanzo!Alcuni dei capitoli più intensi, sono quelli ambientati durante le lezioni di filosofia del professor Bove. Il suo modo di insegnare colpisce, lascia un segno, ed è per questo che il Prof è l'unico adulto di cui Gioia si fida, con cui può parlare di tutto, A cui può confidare i suoi dubbi sull'amore. Ed è attraverso i loro dialoghi che impareremo una cosa fondamentale: "i veri pazzi, sono quelli che vedono solo quello che hanno daanti agli occhi."
Tra tutte le parole intraducibili di Gioia, troverete alla fine del libro un mini-dizionario a me ha colpito l'unica parola italiana: MAGARI
"Perché ti piace così tanto?" "Boh forse perché ho letto che in realtà all'inizio, in greco cioè,voleva dire "felice", o forse perché riesce in sei lettere a significare "se solo questa cosa fosse vera".
"E questo ti piace?" " Tantissimo. Perché ogni volta che la usi crei un mondo che non c'è e che magari può esserci." 

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